Museo internazionale e
biblioteca della musica di Bologna

In Biblioteca

La storia del patrimonio librario

“I manoscritti di Padre Martini occupano da soli tutta una stanza: altre due stanze ospitano i libri a stampa, di cui egli possiede tutte le edizioni disponibili; una quarta è dedicata ai libri di musica pratica, di cui conserva una simil prodigiosa quantità di manoscritti. Si può calcolare che la sua collezione raggiunga i 17.000 volumi, e la sta tuttora incrementando con nuovi arrivi da tutte le parti del mondo.”

Così scriveva nel 1770 Charles Burney, approdato in Italia per raccogliere documenti per la sua General History of Music, dopo aver incontrato a Bologna una delle personalità più illustri e complesse del '700 Padre Giambattista Martini, teorico della musica, musicista, compositore, accademico filarmonico ed accanito collezionista.

Il nucleo principale della biblioteca musicale di Bologna si deve proprio a padre Martini, alla sua grande erudizione ed incontenibile desiderio di conoscenza che lo spinse nel corso della sua vita a raccogliere migliaia di volumi musicali tra incunaboli, musica a stampa, manoscritti, libretti d’opera, ecc. In meno di mezzo secolo – e benché assoggettato come ogni francescano al voto di povertà – Padre Martini diede corpo alla più straordinaria raccolta di libri di musica e sulla musica mai intrapresa, un’autentica bibliotheca universalis d’ogni sapere musicale.

La collezione riuscì ad evitare le confische napoleoniche grazie all’intervento di Stanislao Mattei, discepolo e successore di Martini, che con abile mossa dimostrò che il patrimonio non era di proprietà del convento e dell’Ordine di San Francesco (che sarebbe stato quindi oggetto di confisca, in quanto bene d’una congregazione ecclesiastica soppressa), bensì proprio patrimonio personale in quanto erede materiale non meno che spirituale del reverendissimo padre.

Quanto Mattei non riuscì a portare nella sua privata abitazione, cui la nuova condizione di civile lo costringeva, fu da egli stesso segnalato affinché confluisse nell’Istituto nazionale di Scienze ed Arti, che il governo della Repubblica Cisalpina aveva in animo di fondare a Bologna, assieme ai molti altri oggetti d’interesse musicale (libri e strumenti) nel frattempo radunati da una “Deputazione filarmonica” cui anche l’ex francescano apparteneva.

Il resto della biblioteca, la parte più pregiata, assieme ai libri personali di Mattei, raggiunse più tardi nel 1827 l’archivio del Liceo Musicale sotto forma di dono al Municipio di Bologna.

La biblioteca si accrebbe sensibilmente nel corso dell'Ottocento e della prima metà del Novecento grazie non solo al deposito dei materiali prodotti dall'attività didattica del Liceo (ne furono allievi numerosi personaggi illustri, tra i quali Rossini, Donizetti e Respighi, e ne furono direttori Mancinelli, Martucci e Busoni), ma anche alle donazioni e agli acquisti mirati di volumi rari e di pregio voluti da Gaetano Gaspari, bibliotecario del Liceo Musicale dal 1855 al 1881.

Grazie all'intenso lavoro di Gaspari la biblioteca fu ordinata e schedata in modo esemplare con una distinzione in tre parti che è stata mantenuta nel tempo: la prima parte contiene le opere teoriche e letterarie; la seconda le opere e le composizioni destinate a servire nella pratica dell'arte; la terza comprende la collezione di libretti d'opera. Le schede manoscritte di Gaspari, ordinate alfabeticamente per autore, costituirono il “Catalogo generale della Biblioteca” (il mobile originale contenente le schede manoscritte è oggi esposto al pubblico nella sala egizia), che servì a dischiudere a musicisti e studiosi i propri tesori, diventando uno strumento fondamentale di conoscenza. Il Catalogo Gaspari fu poi stampato agli inizi del ’900 ed è ora - dopo un lungo lavoro di scansione digitale e di revisione - consultabile on line.