Museo Civico del Risorgimento

Museo Civico del Risorgimento
Piazza Carducci 5
40125 Bologna
tel. 051 347592 (reception e biglietteria)

Direzione e uffici
Via de' Musei 8
40124 Bologna
tel. e fax 051 225583
museorisorgimento
@comune.bologna.it

Biblioteca del Museo Civico del Risorgimento
Via de' Musei 8
40124 Bologna
tel. e fax 051 225583
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Certosa
Via della Certosa 18
40133 Bologna
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Biblioteca / Storia

Le numerose donazioni grazie alle quali nel 1893 fu costituito il Museo del Risorgimento comprendevano, oltre ai cimeli, anche libri e documenti.
Tale materiale era tanto abbondante da richiedere l'istituzione di una Biblioteca ad hoc, che a partire dal 1904 ebbe propri locali.
Mentre i cimeli del Museo avevano la funzione prevalente di educare agli ideali patriottici le giovani generazioni, la Biblioteca era rivolta particolarmente al mondo degli studiosi, ai quali forniva fonti e strumenti per la ricerca storica.

Nel 1915, poche settimane dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, venne avviata la raccolta di materiale relativo al conflitto. Analogamente durante il fascismo non si esitò a raccogliere, sebbene con minore determinazione, materiali documentari dell'impresa fiumana, delle guerre coloniali, della guerra di Spagna, fino alla seconda Guerra mondiale.
Nel 1954 l'istituto venne denominato "Museo civico del primo e secondo Risorgimento", in un ideale collegamento tra Risorgimento e Resistenza che rispondeva alla sensibilità del tempo. Giunsero così libri e documenti relativi a quel momento storico e quando, a partire dal 1958, l' arco cronologico di interesse fu allargato al riformismo settecentesco, anche materiali di quel periodo furono aggiunti alle raccolte.

Queste modifiche di indirizzo hanno integrato ma non mutato sostanzialmente la fisionomia originaria delle raccolte, che comprendono per lo più materiale bibliografico e documentario contemporaneo agli avvenimenti trattati o risalente ai primi decenni del XX secolo.
Negli anni più recenti sono proseguite le donazioni, sebbene in misura minore rispetto al passato, mentre gli acquisti riguardano soprattutto materiale d'epoca, nel rispetto della vocazione originaria dell'Istituto; sono stati inoltre avviati intensi rapporti di scambio bibliografico con altri istituti culturali analoghi.