Museo Civico del Risorgimento

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News / #grandeguERra. L’Emilia-Romagna tra fronte e retrovia

Sabato 14 febbraio presso il Museo Civico del Risorgimento verrà inagurata la mostra fotografica #grandeguERra. L’Emilia-Romagna tra fronte e retrovia.

L'iniziativa, voluta dall’Assemblea legislativa regionale in occasione del centesimo anniversario della Grande Guerra, è stata realizzata dall’Istituto per la Storia e le Memorie del ‘900 Parri di Bologna, in collaborazione con il Museo stesso e con la rete degli Istituti storici dell’Emilia-Romagna, con la partecipazione di Clionet, associazione di ricerca storica.

Articolata in 25 pannelli, la mostra, curata da Mirco Carrattieri, Carlo De Maria, Luca Gorgolini e Fabio Montella, racconta in modo semplice ma approfondito l’importante ruolo dell’Emilia-Romagna come “cuore pulsante” delle retrovie italiane durante la prima guerra mondiale. La nostra Regione venne infatti interamente e pesantemente coinvolta nella prima guerra «tecnologica e industriale» della storia: quasi 500 mila furono i mobilitati, oltre 50 mila i caduti, 1.837 i decorati; in seguito alla rotta di Caporetto, poi, tutte le province emiliano-romagnole vennero dichiarate «zona di guerra»: anche Rimini, Ravenna e altri centri dell'Adriatico subirono bombardamenti. La presenza di una vasta e ramificata rete assistenziale e sanitaria, che fece dell'Emilia-Romagna una vera e propria "regione ospedale"; quella di importanti istituzioni e presidi militari, di industrie grandi e piccole convertite a fini bellici, dei campi di prigionia per i militari austro-ungarici (e dopo il conflitto dei centri di raccolta per gli ex prigionieri di guerra italiani), dei profughi friulani e veneti, il ruolo delle associazioni di mutilati e di combattenti, vengono documentati attraverso un linguaggio chiaro e l’uso di immagini, in parte inedite. Non viene poi dimenticato il peculiare contesto emiliano-romagnolo, da sempre caratterizzato da una vivace dialettica politica: gli anni della guerra, ad esempio, sono anche quelli in cui Francesco Zanardi faceva di Bologna un laboratorio del riformismo socialista, configurando i prodromi di un più moderno welfare locale.

La mostra, destinata a circuitare nelle diverse città della Regione, in questa versione "bolognese" è arricchita da cimeli legati al territorio, che documentano tra l'altro l'attività di rieducazione dei mutilati di guerra e quella dell'Ufficio Notizie alle famiglie dei militari, che ebbero proprio nella nostra città il loro centro propulsivo.

  All’iniziativa è stato concesso il logo ufficiale delle iniziative legate alle Commemorazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, realizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La mostra resterà aperta fino a domenica 29 marzo 2015, con gli stessi orari del Museo. Sono previste visite guidate le domeniche 15 e 22 febbraio e 8 marzo, alle ore 11.

E' possibile approfondire in maniera autonoma le tematiche della mostra navigando nello Scenario della Grande Guerra del portale www.storiaememoriadibologna.it

Nel 100° anniversario dell’ingresso dell’Italia nella guerra (2015) sarà programmata anche una campagna di raccolta di immagini fotografiche e documenti autobiografici conservati presso le famiglie emiliano-romagnole. I materiali, una volta digitalizzati e inventariati, andranno a costituire un fondo archivistico di assoluto valore presso il Museo del Risorgimento di Bologna e consultabile anche on line.

E' inoltre possibile scaricare a questo link l'intero catalogo destinato alla mostra