Museo Civico del Risorgimento

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News / Al via la manutenzione dei Monumenti Puntoni e Spada alla Certosa di Bologna

Grazie al contributo complessivo di circa 2000 euro, devoluti dalla Vice Presidenza del Consiglio Comunale di Bologna insieme all'Associazione Amici della Certosa, partiranno a breve le manutenzioni su due opere significative per la storia della città, la memoria a Vittorio Puntoni e il Monumento ad Olimpia Spada.

Nel primo caso è necessario ricollocare il ritratto in bronzo del celebre docente che era stato oggetto di un tentativo di furto, nonché di compiere piccole operazioni di pulitura. Nel secondo caso si tratta di un monumento che si trovava in gravissime condizioni conservative, restaurato nel 2013 dal Museo del Risorgimento, e che oggi necessita di semplici interventi ordinari. Gli interventi proposti rientrano nella cultura della manutenzione, purtroppo poco praticata, e che diversamente garantirebbe nel corso del tempo notevoli risparmi rispetto ai cantieri di restauro, necessari quando ormai l'opera d'arte è in fase di degrado. Su questi temi vi è stata attenzione da parte del Consiglio Comunale: il 26 ottobre 2012 si è tenuta l'udienza conoscitiva e sopralluogo presso la Certosa delle Commissioni consiliari Istruzione, Cultura, Giovani, Comunicazione Mobilità Infrastrutture e Lavori Pubblici. L'Associazione Amici della Certosa dal 2010 collabora attivamente con il Museo del Risorgimento e Bologna Servizi Cimiteriali. Tra le attività svolte ha riscosso una notevole adesione il progetto di spolveratura dei monumenti della Certosa, che ad oggi consente di tenere sotto osservazione e puliti oltre 50 memorie in marmo.

 

 

Vittorio Puntoni (Pisa, 1859 - Roma, 1926)

Grecista. Titolare della cattedra di lingua e letteratura greca presso l’Ateneo felsineo, di cui fu anche Rettore. Fu senatore ed accademico dei Lincei. Si adoperò affinché fosse attribuito a Giosue Carducci il Premio Nobel per la letteratura, che sarà conferito allo scrittore solo nel 1906. E' sepolto alla Certosa di Bologna, Chiostro VI portico est, campata V/2. Sulla lapide, al di sotto del bassorilievo bronzeo che lo ritrae, opera di Alfonso Borghesani (1882-1964), è collocata l'epigrafe che recita: VITTORIO PUNTONI / GRECISTA INSIGNE DOTTISSIMO DEL MONDO ANTICO / PROFESSORE ALL’UNIVERSITA’ E PER ANNI VENTUNO RETTORE / DALLA CUI SAPIENTE OPERA ANIMOSA / IL GLORIOSO STUDIO EBBE NOVELLO VIGORE E MAGNIFICI AMPLIAMENTI / NELLA VITA INTEGERRIMO / LUCE ALTA E AMATA DELLA FAMIGLIA / ERA NATO A PISA NEL DI’ VITTORIOSO DE’ 24 GIUGNO 1859 / MORI’ IN ROMA A’ 21 MARZO 1926 / SENATORE DEL REGNO / ESULTANTE DELLA NUOVA GRANDEZZA D’ITALIA / AL MERITISSIMO CITTADINO D’ONORE IL COMUNE HA DATO IL SEPOLCRO.

Monumento di Olimpia Spada (1821)

L'opera è tra i sepolcri che non avevano più eredi. A seguito di decadenza della concessione è attualmente di proprietà comunale e disponibile per una nuova famiglia. Il restauro ha dovuto porre rimedio alle gravissime infiltrazioni d'acqua dal basso che superavano i due metri di altezza. Assai sobria e raffinata nell'impianto generale e nella decorazione, il Monumento ad Olimpia Spada, collocato nel portico sud-est del Chiostro V o Maggiore, viene eseguito verso il 1821 dallo scultore Luigi Roncagli seguendo il progetto architettonico di Vincenzo Vannini. Pur realizzato nel pieno della Restaurazione pontificia, l'opera è ancora intrisa del senso laico presente nei monumenti eseguiti tra 1801 e 1815 durante l'epoca giacobina, tanto che non vi appare alcun cenno evidente alla religione cristiana. E' composto da un alto basamento su cui poggia un sarcofago posto su una ulteriore base e sormontato da una Allegoria della Speranza a tutto tondo. L'arco che contiene l'opera è sottolineato da semplici ma raffinate partiture architettoniche che accolgono nella parte superiore una lunetta in cui due putti dolenti in bassorilievo reggono lo stemma Grati - Spada. La memoria vede il suo fulcro nella delicata allegoria stesa sul sarcofago. La figura femminile, panneggiata all'antica, regge una grande Ancora, che nel presente caso assume una duplice valenza simbolica, sia di fermezza nella fede, sia di speranza. Questo aspetto viene ulteriormente sottolineato dalle decorazioni presenti sul sarcofago: nel fronte le torce rovesciate, simbolo della vita terrena che si spegne; nei lati le lucerne, allegorie dell'illuminazione divina e della comunicazione tra il mondo terrestre e quello dell'oltretomba.

Sono molto scarse le notizie storiche di questo monumento, tanto che è solo la Guida della Certosa edita da Giovanni Zecchi nel 1825 che ce ne dà un breve descrizione: “Monumento eretto ad Olimpia Spada figliuola di Muzio marchese e senatore, e moglie del conte Camillo Grati, vissuta anni 61. e morta li 14. Aprile 1820; ed al di lei figliuolo Giuseppe Grati morto due anni e sei mesi dopo la madre in età di anni 39. Fu inventato dal dott. Vincenzo Vannini, ed eseguito dallo scultore Luigi Roncagli per ordine del conte Antonio Grati, che volle così onorare le ceneri della madre e del fratello”. L'autore ci consegna anche una incisione che la riproduce nella sua interezza.