Museo del Patrimonio Industriale

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Spazi espositivi / Bologna dell'acqua e della seta

Fin dal XV secolo Bologna è stata leader nella produzione serica grazie a innovazioni tecnologiche e di processo che ne hanno determinato l'affermazione a livello internazionale. La sezione mostra queste innovazioni e più in generale l'organizzazione produttiva dell'antica città della seta, attraverso ricostruzioni scenografiche, exhibit, plastici e strutture audio-video.
Punto focale della sezione è il modello funzionante in scala 1:2 di mulino da seta alla bolognese, ricostruito dal Museo per recuperare la memoria di questa macchina straordinaria andata perduta nell'Ottocento. Nel momento di massima espansione dell'industria serica a Bologna erano in funzione più di 100  macchine le quali rappresentavano il punto più alto della tecnologia europea prima della Rivoluzione industriale.
La lavorazione della seta avveniva dentro le mura e l'intero processo era gestito damercanti-imprenditori. Le contrattazioni per l'acquisto dei bozzoli avvenivano nell'attuale Piazza Galvani. Diversi erano i modi di produzione utilizzati nelle altre fasi del ciclo di lavorazione: c'erano manifatture per la trattura del filo; il sistema di fabbrica nei mulini da seta; il lavoro di tessitura a domicilio svolto da centinaia di donne; la bottega artigiana per la rifinitura del prodotto.
Parallelamente all'organizzazione del setificio la sezione mostra le caratteristiche uniche del sistema idraulico artificiale di cui la città si dotò fin dal XII secolo. Il sistema era composto da chiuse (sul fiume Reno e sul torrente Savena), canali (di Reno, di Savena, delle Moline e Navile) e chiaviche, condotte sotterranee che distribuivano a rete l’acqua in molte zone della città.
La disponibilità della risorsa idrica, unita all’alta tecnologia raggiunta dai mulini da seta, permisero ad una città, non dotata di significativi corsi d’acqua naturali né di uno sbocco sul mare, di recitare un ruolo da protagonista nel panorama della proto-industria europea e del grande commercio internazionale per oltre quattro secoli. A valle del sistema, un porto canale,e il canale Navile, permettevano a merci e passeggeri di raggiungere il Po e Venezia. Questo sistema, perfezionato e gestito nei secoli con grande lungimiranza dal governo cittadino, è rimasto funzionale ai bisogni della città fino agli inizi del XX secolo.