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Musica

Jazz Insight: The man with the horn

Jazz Insight

The man with the horn
dedicato a Miles Davis (1926-1991)

narrazione musicale con Emiliano Pintori (pianoforte)
special guest Joe Magnarelli (tromba)

in collaborazione con Bologna Jazz Festival

Jazz insight, ovvero cinque importanti anniversari dei protagonisti della musica americana e afroamericana, raccontati dalla prospettiva di un musicista jazz, il pianista Emiliano Pintori.
Cinque occasioni uniche per entrare nelle dinamiche e nei meccanismi della musica di questi grandi autori, con semplicità ma evitando i falsi miti ed i luoghi comuni che spesso ne ostacolano la comprensione.
Così come avviene in un buon assolo jazz, si salterà con leggerezza dalle necessarie precisazioni musicologiche all’aneddotica, dall’introduzione di aspetti tecnici di base alle citazioni, alle curiosità, ai trucchi e a quell’implicito non presente nei libri di testo ma accessibile solo vivendo questa musica dall’interno.

Miles Davis. Raccontare la vita di Miles Davis equivale a ripercorrere l'intera storia del jazz: trombettista, bandleader, compositore fra i più geniali di sempre, a diciotto anni è già a New York (con una discreta esperienza alle spalle nei locali jazz di St. Louis), ad annoiarsi alle lezioni della prestigiosa Juilliard School of Music e a suonare ogni sera nelle infuocate jam session dei locali di Harlem e della Cinquantasettesima, al fianco di Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Dall'esperienza del be-bop nasce la sua prima opera cardine "Birth of the Cool", registrato fra il 1949 e il 1950 e pubblicato come long-playing nel 1954.
L'influenza di queste registrazioni su tutta la scena jazz è enorme, ma per lui (e per molti dei suoi colleghi musicisti) quelli furono gli anni bui dell'eroina. Nel giro di qualche anno si riprende e mette in piedi un sestetto leggendario, con John Coltrane e Cannonball Adderley.
Gli inizi degli anni '60 vedono i musicisti del free-jazz insidiare il primato di innovatore di Miles Davis, che trova quel genere di musica troppo velleitario e artificioso. Risponde nel 1964 creando un altro gruppo formidabile, stavolta un quartetto con Herbie Hancock, Tony Williams, Ron Carter e Wayne Shorter, e passa ad avvicinarsi gradualmente al rock e alla strumentazione elettrica.
Sempre più affascinato dal rock psichedelico della West Coast, sul finire del decennio Davis compare ai grandi festival rock e conquista il pubblico dei giovani bianchi "alternativi". Album come "In a Silent Way" e "Bitches Brew" segnano la nascita del jazz rock e aprono la strada al fenomeno della fusion. La personalità irrequieta di Davis sembra però portarlo al tracollo: una rinata tossicodipendenza, scontri con la polizia, un grave incidente automobilistico, problemi di salute di ogni tipo, rapporti umani sempre più tesi. Nel 1975 Miles Davis si ritira dalle scene e si chiude in casa, vittima delle droghe e in preda alla depressione. Tutti lo danno per finito, ma si sbagliano. Dopo sei anni ritorna a soffiare nella sua tromba, più agguerrito che mai e incurante dei critici e dei puristi del jazz si lancia in ogni tipo di contaminazioni con le sonorità più nuove: il funk, il pop, l'elettronica, la musica di Prince e Michael Jackson. Nel tempo libero si dedica anche, con successo, alla pittura.
Il pubblico non lo abbandona. L'ultima incarnazione del grande genio del jazz è, a sorpresa, quella della pop star: Davis continua a suonare sui palchi di tutto il mondo, fino a pochi mesi dalla morte.

Emiliano Pintori, pianista e organista Hammond, nato a Bologna nel 1979, cresciuto musicalmente nella sua città, ha approfondito il linguaggio jazzistico partecipando a numerosi workshop, tra cui quelli con George Cabels e Harold Mabern, le “Piano Master Class" di Barry Harris e attraverso ripetuti soggiorni a New York.
Molto richiesto come sideman, svolge da più di quindici anni un’intensa attività concertistica in Festival e Club, avendo modo di collaborare con, tra gli altri, Steve Grossman, Carlo Atti, Tom Kirkpatrick, Fabio Morgera, Piero Odorici, Fabrizio Bosso, John Webber, Gianni Cazzola, Francesco Bearzatti, Zeno De Rossi, Joe Magnarelli, Dida Pelled, Flavio Boltro, Owen Hart Jr., Barend Middelhoff. In ambito compositivo, è stato autore di gran parte delle musiche dei lavori dell’artista Paolo Chiasera, esposti in alcuni dei principali siti per l'arte contemporanea (Rejna Sofia Museum, Madrid; Marta Museum, Herford; Smit Stewart Gallery, NYC; Smak Museum, Gent; Moka Museum, Shangai; Columbia’s University, New York; W139, Amsterdam).

Quando

26 Novembre 2016
ore 17

Informazioni

Museo internazionale e biblioteca della musica

tel 051 2757711
fax 051 2757728
email

€ 5.00
gratuito per i minori di 18 anni

Prenotazioni on line

dal 27 settembre è possibile prenotare i biglietti (con pagamento il giorno dell’evento) da questo link.

La prenotazione dei biglietti è valida fino a 15 minuti prima dell’inizio dell’evento, orario oltre il quale i biglietti non ritirati saranno rimessi in vendita.

In caso di disdetta si prega di annullare tempestivamente la prenotazione inviando una mail a prenotazionimuseomusica@comune.bologna.it o telefonando al n. 051 2757711 (dal martedì al venerdì ore 10>16).

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