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Ben dei chantar. L’amor cortese al tempo di Bertrand de Born

Ben dei chantar. L’amor cortese al tempo di Bertrand de Born

con Stefano Albarello (canto, citola, liuto)

Un viaggio nell'affascinante mondo dei trovatori del XII e XIII secolo, un fenomeno culturale ed artistico che affascinerà il Mezzogiorno d'Europa diffondendosi e proliferando sotto varie forme e scuole. Quello che caratterizza questa corrente artistica e che definisce i trovatori la prima grande scuola letteraria in lingua non latina è la comunanza di ideali a cui essi si ispirarono: l'uso della lingua volgare, l'occitano; la consapevole appartenenza ad un genere artistico aristocratico; la preferenza accordata ad una tematica unitaria, quella dell'amore, che si definirà nel concetto di amore cortese.

Ma soprattutto non va dimenticato che essi saranno i sostenitori di una poesia cantata in senso stretto, legata saldamente alla melodia su cui è composta. L'origine del canto dei trovatori è infatti riconducibile ad una pratica, in uso presso i benedettini di Saint Martial di Limoges, secondo la quale alla lunga sequenza melismatica di note degli alleluia fu annessa ad ogni nota una sillaba; tale successione diede vita a frasi linguistiche corrispondenti a frasi musicali. Queste combinazioni vennero chiamate Tropi (antico termine musicale greco). I compositori di tali sistemi furono chiamati Tropator. Quando nel corso del XI secolo la lingua volgare occitanica entrò negli usi del monastero nacque presumibilmente il trobar provenzale.

Bertrand de Born barone e guerriero provenzale del XII secolo, nonché eccelso trovatore, fu inserito da Dante nel canto XXVIII dell'Inferno come "seminatore di discordia" per il suo intervento che mise contro Enrico III d'Inghilterra e il padre Enrico II. Per l'aver separato persone così vicine egli è costretto a viaggiare staccato dalla sua testa portandola come una lanterna. Durante la narrazione dell'episodio Dante fa pronunciare a Bertran la definizione del criterio in base al quale i dannati vengono puniti,con le parole "così s'afferma in me lo contrappasso".

 

Stefano Albarello dal 1985 si occupa di musica antica approfondendo oltre il campo musicologico, la prassi del canto e degli strumenti a pizzico medioevali, rinascimentali, barocchi, arabi ed ottomani. Opera da anni nel concertismo come solista e direttore di insiemi; ha all'attivo concerti in tutto il mondo. Ha eseguito incisioni discografiche per RCA, Opus 111, Symphonia, Tactus, Dynamic e Bongiovanni, Passacaille.

Dal 1988 è direttore dell'Ensemble Cantilena Antiqua con il quale svolge attività di ricerca, incisioni discografiche e concerti su repertori medievali in prima esecuzione. È stato invitato ad importanti rassegne e manifestazioni internazionali. Ha collaborato con l'Orchestra Andalusa di Tangeri. Primo docente italiano di musica medievale presso il Conservatorio di Vicenza è docente a Lucca di Canto Sacro medievale e Musica d'insieme per voci e strumenti antichi. Tiene corsi e stages di interpretazione vocale e strumentale medievale con particolare riguardo al canto liturgico e paraliturgico monodico e polifonico.

Dal 2001 è fondatore e direttore scientifico del Laboratorio sul Teatro Musicale Medievale che si tiene ogni anno a Lucca. Ha collaborato alla realizzazione di colonne sonore per il cinema: I Picari diretto da Mario Monicelli Per il teatro: O Patria Mia, di Corrado Augias – Decameron, con David Riondino. Ha all’attivo numerose collaborazioni in teatro: Moni Ovadia, Corrado Augias, David Riondino, Roberto Andò, Micha Van Hoecke.

 

dalle ore 16.30 Afternoon Tea Room a cura di Giardino delle Camelie con il celebra-Té: CAPETOWN. Rooibos al bergamotto

 

Quando

6 Giugno 2015
ore 17.15

Informazioni

Museo internazionale e biblioteca della musica

tel 051 2757711
fax 051 2757728
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