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Percorsi collezionistici / Ricerca / La collezione islamica del Museo Civico Medievale

Astuccio portapenne

Astuccio portapenne in ottone battuto con decorazione incisa, incrostato in oro e argento; XIII secolo

Informazioni aggiuntive

Grande sarà, in Cielo, la ricompensa per chi scriverà, ovvero copierà (in genere in forma rigorosamente manoscritta, almeno fino al tardo Settecento) il Corano, così contribuendo alla diffusione della Parola di Dio. E in terra la fama dei calligrafi sarà sempre altissima, dato che nessuna arte è stata considerata (e per ceri versi lo è ancora oggi) nobile come quella della scrittura proporzionata ed elegante in uno dei tanti stili creati dai grandi maestri. Dunque non è affatto sorprendente che nel mondo islamico si sia tributata una enorme importanza e attenzione agli strumenti stessi della scrittura. Gli astucci portapenne, come questo di Bologna, sono opere importanti eseguite con cura e decorate con particolare raffinatezza. La semplice forma è quella di una scatoletta parallelepipeda con doppie cerniere per la chiusura; l’interno non è completo in quanto manca la divisione in scomparti e almeno una delle lamine interne pare essere stata sostituita. In ogni caso si tratta di un oggetto opulento e decorato con minuziosa cura del particolare. Lo schema ornamentale è quello classico dell’alternanza fra bande iscritte, medaglioni figurati, rosette, e con uno sfondo di “T” intrecciate (svastiche), ma tutto in proporzioni ridotte con un accentuato senso di horror vacui. Le iscrizioni non sono particolarmente ben tracciate e per di più sono di difficile lettura e un po’ sgrammaticate. I medaglioni circolari sono campiti con un centro a “Z” ruotanti circondato da arabeschi e uccelli in volo, probabilmente anatre, simbolo di devozione e frequentemente impiegate in epoca mamelucca. Altre fasce presentano personaggi seduti in scene conviviali. La base dell’astuccio ha una fitta e intricata decorazione tipica del repertorio geometrico islamico. Tre medaglioni hanno una identica rappresentazione figurata con diciannove figure entro tondi intrecciati fra loro. Al centro vi è il sole, circondato dai sei pianeti (marte, mercurio, venere, giove, saturno e la luna) a loro volta connessi con i dodici segni zodiacali. Una famosa ciotola del Museo Nazionale del Bargello a Firenze (Siria XIII-XIV secolo) ha la stessa decorazione astrologica e un portapenne da Mosul (XIII secolo) al British Museum ha singoli medaglioni con raffigurati i segni zodiacali. La placca interna dell’astuccio ha una bellissima decorazione entro un medaglione polilobato. Il sovrano siede in trono a gambe incrociate e tiene fra le mani un arco (simbolo del potere nelle tribù turco mongoliche d’Asia Centrale); ai suoi lati due attendenti/guardie armate con spade e ascie, mentre due uccelli (anatre ?) affrontate sono sopra la testa (con aureola) del sovrano. Sotto il seggio due musici e un danzatore. Tale immagine del sovrano in trono richiama alla mente il frontespizio del kitab al-aghani (scuola Selgiuchide di Mosul; 1217-19; Istanbul, Biblioteca Nazionale), con un principe seduto del tutto analogo a quello qui discusso. Lascito Urbano Savorgnan, Bologna 1778.

Provenienza: Iraq, Mosul
Datazione: XIII secolo
Materiale: Ottone battuto con decorazione incisa, incrostato in oro e argento
Dimensione: Lung. cm. 29; prof. cm. 8,4; h. cm. 6,8
Numero di inventario: Bologna, Museo Civico Medievale, Inv. n. 2129

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